LA MINI VOLUNTARY DISCLOSURE (O MINI SCUDO).

In sede di conversione del decreto legge n. 148/2017, ad opera della legge 4 dicembre 2017, n. 172, è stata introdotto, con l’art. 5-sexpties, un mini scudo (o mini voluntary disclosure), mediante il quale è possibile sanare, corrispondendo oneri contenuti, specifiche situazioni oggettive debitamente indicate nella norma de qua.

 

È consigliato a tutti coloro che intendano avvalersi di tale concessione di esperire apposito confronto con l’istituto del ravvedimento operoso, con il precipuo scopo di valutare quale delle due opportunità risulti più conveniente.

 

Prima di proseguire, è doveroso precisare che il presente contributo:

 

1)  ha il mero scopo di riassumere il contenuto della norma partendo da una lettura puntuale della stessa senza entrate, non essendo questo il luogo preposto, in un’analisi critica concernente alcuni aspetti iniqui che la medesima presenta;

 

2)  è stato redatto prima dell’emanazione del relativo provvedimento del diretto dell’Agenzia delle Entrate mediante il quale saranno rilasciate le ulteriori disposizioni necessarie per l’attuazione delle norme. Sarà cura dello scrivente implementare l’articolo con le relative precisazioni.

 

 

1. AMBITO OGGETTIVO.

 

È possibile sanare le attività depositate e le somme detenute al 31 dicembre 2016 su conti correnti e libretti di risparmio derivanti:

 

1)  dall’attività di lavoro dipendente oppure di lavoro autonomo;

 

2)  dalla vendita di beni immobili detenuti nello Stato estero ove l’attività lavorativa è stata prestata in via continuativa.

 

Con l’adesione alla procedura è possibile sanare le violazioni:

 

1.  per omessa presentazione nel quadro RW delle consistenze delle somme detenute all’estero che derivano:

 

a)      dall’attività di lavoro dipendente o di lavoro autonomo prestato oltre frontiera, oppure

 

b)      dalla cessione onerosa di immobili nel Paese estero

 

 2. per omessa tassazione delle somme scaturenti dai suddetti redditi esteri.

 

Con successivo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate saranno rilasciate le ulteriori disposizioni utili per l’attuazione della norma in argomento.

 

 

2. AMBITO SOGGETTIVO.

 

I soggetti interessati dalla disposizione agevolativa, sono individuati in tutti coloro:

 

1)  che risultano fiscalmente residente in Italia che in precedentemente erano iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE);

 

2)  che hanno svolto la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zona di frontiera ovvero in Stati limitrofi (cosiddetti frontalieri).

 

La regolarizzazione può essere eseguita anche dagli eredi.

 

La norma, quindi, individua due macro aree di soggetti:

 

1.   coloro che erano all’estero ed iscritti all’AIRE, e

 

2.  chi rientra nella categoria dei frontalieri, come stabilito dall’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate: il soggetto frontaliere è colui che, quotidianamente, si reca al lavoro all’estero e rientra sul territorio nazionale. Tale concetto, secondo l’esonero delineato dall’impianto normativo del 2010, è di fatto ricompreso in quello del lavoratore in Stato limitrofo all’Italia.

 

Per poter beneficiare della sanatoria, i soggetti che desiderano aderirvi devono rispondere ai seguenti imprescindibili requisiti:

 

voluntari disclosure 2018, mini scudo

3. REQUISITO DELL’ATTIVITA’ LAVORATIVA.

 

Per attività lavorativa, la norma ha puntualmente stabilito che deve trattarsi dei rediti di lavoro individuati dall’art. 6, comma 1, lettere c) e d) del DPR n. 917/1986 (di seguito Tuir), con la conseguenza che rientrano in tale alveo:

 

a)  il reddito di lavoro dipendente (art. 6, comma 1, lettera c) );

 

b)  il reddito di lavoro autonomo (art. 6, comma 1, lettera d) ).

 

 

4. SOGGETTI ESCLUSI.

 

Non sono ricompresi nella procedura tutti coloro che hanno precedentemente aderito alla voluntary disclosure. Inoltre non è stata prevista la possibilità di rimborso delle maggiori somme già versate in sede di voluntary disclosure.

 

 

5. ARCO TEMPORALE PER L’ADESIONE E PROCEDURA.

 

L’istanza deve essere presentata entro il 31 luglio 2018 e il pagamento della somma pari al 3% del valore delle attività detenute all’estero al 31 dicembre 2016, importo che comprende:

 

1)  le maggiori imposte,

 

2)  le sanzioni, e

 

3)  gli interessi,

 

deve essere versato:

 

·    in un’unica soluzione entro il 30 settembre 2018, oppure

 

·    in tre rate di pari importo con la prima avente scadenza al 30 settembre 2018.

 

In relazione alle somme che sono oggetto della procedura, i termini di accertamento che scadono a decorrere dal 1° gennaio 2018 sono state prorogate al 30 giugno 2020.

 

 

6. CONCLUSIONE.

 

Lo scrivente consiglia di aderire immediatamente all’istituto agevolativo oggetto del presente articolo, anche se non è stato ancora emanato il relativo provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate. La motivazione di presentare in via preventiva l’istanza è da ricercarsi nella probabilità che il provvedimento de quo possa contenere cause ostative, come già accaduto in precedenza per la voluntary disclosure, che negherebbero l’accesso alla sanatoria, mentre l’immediata partecipazione aumenterebbe le probabilità di non essere esclusi avendo, appunto, preventivamente presentato la relativa adesione.  

 

Ernesto Cherici (sitcherici@sitcherici.org - www.sitcherici.org) è un tributarista e fiscalista internazionale con competenze, tra l'altro, in internazionalizzazione, convenzioni internazionali, due diligence nonché eccellente conoscitore del modus operandi dell'amministrazione finanziaria avendo prestato servizio nel Corpo della Guardia di Finanza per ventitré anni. È autore del testo “Guida alle convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni” edito da Fisco e Tasse.

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Commenti: 1
  • #1

    Luca (martedì, 03 luglio 2018 12:30)

    Grazie per l'articolo. Ho un dubbio la cui risposta potrebbe aiutare anche altri utenti: avviando la procedura, si sanerebbero tutti gli anni precedenti? Il commercialista mi dice che occorre fare una pratica per ciascun anno in cui si deteneva un c/c. Quindi se nel 2014 e 2015 si avevano giacenze occorrerà presentare diverse pratiche (es. per le giacenze del 2014, 2015, 2016 non indicate nel quadro RW degli anni di pertinenza).
    Vi risulta che questo sia corretto o aderendo alla procedura per le giacenze al 31/12/2016 si sana anche l'eventuale pregresso?
    Grazie.