RESIDENZA FISCALE: CASSAZIONE – TERZA SEZIONE PENALE – SENTENZA 22 MARZO 2018, N. 13114.

La Sezione Terza Penale della Suprema Corte ha considerato come indici rivelatori, che hanno portato al sequestro preventivo della somma di € 2.230.776 ad un soggetto italiano con residenza fiscale in Svizzera, della presenza del proprio domicilio in Italia:

 

 

  • lo studio di design localizzato nel territorio dello Stato,
  • la titolarità nel nostro Paese di plurimi conti correnti in proprio o tramite le società nelle quali era cointeressato,
  • l’utilizzo frequente nel territorio della Repubblica di carte di credito e finanche il fatto di percorrere sovente la rete autostradale italiana.

 

 

Il sequestro preventivo esperito è stato pari all’importo contesto come imposta IRPEF evasa per gli anni d’imposta dal 2011 al 2013, quantum che ha portato alla conseguente formulazione dell'ipotesi accusatoria di cui all’art. 5 del D.Lgs. n. 74 del 2000. 

 

Nell’alveo della Sentenza de qua è stata confermata l’importanza dell’istituto della residenza fiscale. Infatti, gli Ermellini hanno richiamato le conclusioni espresse dalla Sentenza della Cassazione Civile, sezione 5, n.14434 del 25 giugno 2010, dove venne ribadito il principio di diritto per cui “l’iscrizione nell’anagrafe dei soggetti residenti in un altro Stato non è elemento determinante per escluderne la residenza fiscale in Italia allorché si tratti di soggetto che abbia nel territorio dello Stato la sua dimora abituale ovvero il proprio domicilio, inteso come sede principale dei propri affari ed interessi economici, così come delle proprie relazioni personali, dovendo il carattere soggettivo ed elettivo della scelta dell’interessato essere a tal fine contemperato con le esigenze di tutela dell’affidamento dei terzi”. 

 

Tale conclusione, come detto, evidenzia con forza ancora una volta la rilevanza assoluta dell’individuazione della residenza fiscale, elemento propedeutico per individuare il luogo di tassazione. 

 

Ribadisco il concetto già espresso più volte in passato: l’individuazione della residenza fiscale deve essere studiata con criterio e da soggetti preparati in fiscalità internazionale. 

 

L’analisi della residenza fiscale non è perimetrata alla mera lettura della norma, in quanto la sua localizzazione deve essere il risultato di un attento e chirurgico esame frutto della riconciliazione tra le due seguenti macro-aree:

 

1) la situazione di fatto posta in essere dal cliente, e

 

2) la prassi e la giurisprudenza vigente in materia. 

 

Esclusivamente dallo studio simbiotico di tali aspetti è possibile individuare lo Stato della residenza (fiscale) in contrapposizione allo Stato della fonte.

Scrivi commento

Commenti: 0