Conti correnti da residenti a non residenti. Facciamo chiarezza.

Molti istituti finanziari in Italia, richiamando la normativa antiriciclaggio, obbligano i cittadini italiani che hanno trasferito la propria residenza fiscale all'estero ad aprire un “conto corrente per non residenti” in luogo di quello per residenti, con la conseguenza che i costi di gestione per i non residenti sono molti più alti.

 

La risposta all’Interrogazione n. 5-03105 della Camera dei Deputati dell'11 dicembre 2019, rubricata “Costi di apertura di depositi bancari da parte di cittadini italiani iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero”, ha confermato ciò che da diversi anni comunico ai miei clienti che si sono trasferiti oltre frontiera.

 

La normativa antiriciclaggio non obbliga assolutamente l'apertura di un “conto corrente per non residenti” ai cittadini italiani che trasferiscono la propria residenza fiscale oltre frontiera. Si tratta esclusivamente di accordi contrattuali che possono essere o meno accettati dal correntista.

 

In questo video non contesto tali accordi, ma le modalità con le quali gli istituti finanziari obbligano il correntista a diventare titolare di un “conto corrente per non residenti”.

 

Richiamare la normativa antiriciclaggio o qualsiasi altra norma statale a tale scopo è una truffa.

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