La FLAT TAX: Nuovo regime agevolativo per le perone fisiche titolari di grandi patrimoni.

1. Premessa.
Lo Stato italiano, con il precipuo scopo di favorire:
  1. gli investimenti,
  2. i consumi, ed
  3. il radicamento di nuclei famigliari ed individui ad alto potenziale in Italia
da parte di soggetti non residenti, ha introdotto, con decorrenza dal 1° gennaio 2017, la relativa agevolazione con l’art. 24-bis del Tuir, denominata Flat Tax.
La locuzione “alto potenziale” fa riferimento a tutti coloro (persone fisiche) titolari di patrimoni esteri ingenti, facendo rientrare in tale alveo i cosiddetti HMWI, acronimo di High Net Worth Individual, ossia coloro (persone fisiche) che nel mondo della finanza e del lusso possiedono un alto patrimonio netto.
Come si evince dal titolo, l’agevolazione in esame è stata denominata flat tax, ma non deve essere confusa con la omonima tassazione unica al 15% di cui alla proposta di legge 3170 del 15 giugno 2015; infatti, quest’ultima opzione è stata anch’essa definita flat tax per sottolineare la caratteristica di essere proporzionale, anziché progressiva (sistema utilizzato per il calcolo dell’IRPeF).
2. Elemento soggettivo.
Come anticipato in premessa, i soggetti beneficiari di tale agevolazione forfettaria sono le persone fisiche titolari di un alto patrimonio netto.
I requisiti richiesti, che devono essere verificati congiuntamente, sono i seguenti:
  1. essere esclusivamente persone fisiche con la conseguenza che l’accesso è palesemente precluso alle società,
  2. i patrimoni ingenti devono essere prodotti all’estero, la residenza oltre confine deve essere soddisfatta per nove anni d’imposta negli ultimi dieci, e il reddito deve essere ingente.
Il presente regime può essere esteso ai famigliari dell’istante (colui che richiede l’applicazione dell’opzione), e per la loro individuazione si deve fare riferimento alle persone indicate nell’art. 433 del codice civile (rubricato: Persone obbligate), con la conseguenza che in tale categoria rientrano:
  1. il coniuge;
  2. i figli [legittimi o legittimati o naturali o adottivi] anche adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi [, anche naturali];
  3. i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimo, anche naturali; gli adottanti;
  4. i generi e le nuore;
  5. il suocero e la suocera;
  6. i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.
L’unico obbligo richiesto è che i predetti famigliari trasferiscano la residenza in Italia e versino l’imposta per i residenti non domiciliati nel Bel Paese.
Ai fini della residenza estera è compresa anche quella nei Paesi a fiscalità privilegiata di cui al D.M. del 4 maggio 1999.
3. Elemento oggettivo.
La finalità dell’agevolazione è rinvenibile nel concedere la possibilità di corrispondere un’imposta sostitutiva forfettaria, per ridurre il carico fiscale sulle imposte personali, sui patrimoni ingenti prodotti all’estero:
  1. per l'istante, pari ad € 100.000 sui redditi di fonte estera, ad esclusione delle plusvalenze su partecipazioni qualificate effettuate nei primi cinque anni di opzione,
  2. per ogni famigliare , l’imposta sostitutiva ammonta ad € 25.000.
Per patrimoni ingenti si deve intendere un reddito uguale o maggiore a € 250.000; infatti, nel caso in cui si utilizzasse il metodo del calcolo dell’IRPeF secondo gli scaglioni di reddito, emergerebbe un’imposta pari ad € 100.670, quindi superiore all’imposta forfettaria di € 100.000 prevista con l’opzione in argomento.
L’opzione Flat Tax è valida per 15 anni e i redditi prodotti all’estero sono esentati dalla tassazione IVIE / IVAFE ed agli obblighi di monitoraggio fiscale di cui al Quadro RW.
L’imposta non è deducibile da nessun’altra imposta o contributo.
4. Esercizio dell’opzione.
È possibile esercitare l’opzione dopo aver ottenuto risposta favorevole a specifica istanza di interpello presentata all’Agenzia delle entrate ex art. 11, comma 1, lett. b) della Legge 27 luglio 2000, n. 212, entro il termine della presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui viene trasferita la residenza in Italia, e la stessa è efficace a decorrere da tale periodo d’imposta.
L’istanza d’interpello può essere presentata anche nell’ipotesi di applicabilità della presunzione di cui all’art. 2, comma 2-bis, del Tuir, ossia nel caso in cui la residenza estera sia stata localizzata in uno dei Paesi a fiscalità privilegiata riportati nel D.M. del 4 maggio 1999.
La redazione dell’istanza è un atto molto importante e delicato; infatti, in essa deve essere indicato in modo chiaro, preciso e circostanziato la sussistenza di tutti gli elementi necessari per il riscontro delle condizioni per l’accesso al regime agevolativo.
Il perfezionamento dell’opzione sia ha:
  1. con la presentazione della dichiarazione dei redditi riferita al periodo d’imposta in cui i soggetti hanno trasferito la residenza ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del Tuir in Italia; ovvero 

  2. con la presentazione della dichiarazione dei redditi riferita al periodo d’imposta successivo a quello in cui i soggetti hanno trasferito la residenza ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del Tuir in Italia. 

Il Provvedimento, comunque, al punto 1.12 recita che “Nel caso in cui il contribuente non presenti l’istanza di interpello, gli elementi di cui ai punti 1.4 e 1.5 sono indicati nella dichiarazione nella quale si perfeziona l’esercizio dell’opzione per il regime di imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero da parte del contribuente.”.
Lo Studio SITCHERICI si occuperà di:
  1. valutare se sussistono gli elementi soggettivi ed oggettivi per poter accede al regime di agevolazione Flat Tax per ingenti redditi all’estero procedendo ad analizzare minuziosamente la relativa documentazione probatoria;
  2. determinare la convenienza tra l’opzione Flat Tax per ingenti redditi oppure al regime generale del calcolo dell’IRPeF secondo il metodo degli scaglioni di reddito.

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